Nel mese di febbraio sono stata ospite della Filcams di Brescia e ho creato un’opera su due pareti della sala riunioni. La FILCAMS è un’organizzazione sindacale – Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Alberghi, Mense e Servizi – aderente alla Cgil, la Confederazione Generale Italiana del Lavoro.

L’opera si intitola “Sguardi” e questa è la sua poetica.

Quattro figure femminili, due rivolgono lo sguardo verso lo spettatore, la terza riflette sul passato, la quarta alza gli occhi pensando al futuro.

Professioni diverse e volutamente non caratterizzate da attributi – quindi multivalenti – tutte riconducibili ai settori del terziario, turismo e servizi. Età diversificate e altrettante fasi della vita. Una è stanca, un’altra ha un bambino addormentato sulla schiena.

Raccontano una quotidianità attraverso alcuni oggetti legati alle loro attività, certo, ma recano anche simboli che rappresentano altro, metafore di sentimenti e condizione.

La candela accesa, perché sono spesso lavori non sufficientemente riconosciuti, pur essendo fondamentali restanonell’ombra. L’orologio che si scioglie, omaggio a Dalì, a ricordare come il tempo che passa non renda necessariamente più consolidata la propria vita, figuriamoci la posizione previdenziale. Una casa, non facile da sostenere economicamente, ma anche un luogo di lavoro dove sentirsi a casa, elemento altrettanto importante. Un cuore umano infine, simbolo dell’essere in contrapposizione all’avere, perché non siamo solo numeri, profili, profitti.

Pur affrontando temi sociali (in questo caso l’importanza della tutela dei lavoratori) mi trovo in difficoltà quando non posso ammantarli del mio afflato surreale, lo scudo onirico, con animali guardiani. Qui avrebbero probabilmente prevaricato il significato del pezzo, portandomi fuori strada. Solo quattro farfalle, quindi, su altrettante chiome, a significare trasformazione.

Le fotografie sono di Andrea Zampatti.